lunedì 17 aprile 2017

We Promise To Betray: "Nothing is as It Seems" CD reviewed on "The New Noise" (+ full album stream)

Nothing Is As It Seems è un’altra collaborazione tra Verticchio (Nimh) e Del Col (Antikatechon), che in questi ultimi anni hanno messo sovente insieme le loro forze. La novità più visibile è che We Promise To Betray esplora zone se non più luminose, di sicuro all’aria aperta (a voler essere precisi, considerando Twist Of Fate di Verticchio, la novità non è assoluta). Niente più Secoli Bui o catacombe, insomma, piuttosto qualcosa di contemplativo che a livello di stato d’animo sta tra la serenità e la malinconia.

La struttura dei quattro brani di Nothing Is As It Seems è semplice: prima parte ambient, quasi quell’ambient/shoegaze che va tanto in questi anni, seconda parte con assetto basso-chitarra-batteria, suonati secondo uno schema molto minimalista e reiterativo che talvolta fa pensare alla psichedelia, anche se nell’ultimo episodio la delicatezza della chitarra acustica crea sfumature più folk, cosa che non fa che ingentilire ancora di più il disco nel suo insieme.

Giuseppe e Davide, assieme, hanno sempre fatto cose egregie, ma sempre molto cupe, molto noiseggianti. È apprezzabile che, coi loro tempi, che prescindono – come già scritto più volte – da qualsiasi calcolo o da qualsiasi esigenza “commerciale”, abbiano provato a esprimersi in modo differente. Ora aspetto il secondo album per vedere se sapranno espandere e sviluppare quanto fatto qui.

(Fabrizio Garau)

http://www.thenewnoise.it/we-promise-to-betray-nothing-is-as-it-seems/


We Promise To Betray: "Nothing is as It Seems" CD reviewed on "Mithra! Templezine"

During the last years Italian based sound artists Giuseppe Verticchio (Nimh) and Davide del Col (Antikatechon) worked actively in collaboration and offered to the audience several releases whose musical spectrum covers sonic soundscapes and droning post-industrialism. Most of their mutual efforts to date can be found in Rage in Eden online catalogue. With this new chapter the two protagonists decide to slightly turn the back to their usual dark ambient / dark music banner to embrace new compositional / stylistic paths. To give a concrete identity to their new explorations and to handle this challenge they decided first to progress under the moniker of « We promise to betray » This first opus is welcomed by the sublabel oltrelanebbiailmare driven by the key Italian editor Silentes (notably responsible of releases from Nimh, Maurizio Bianchi, Rod Modell…), headed by Stefano gentile since 2004. For information, oltrelanebbiailmare is also behind the publication of Twist of Fate (side project of Giuseppe Verticchio) second full length release. Consequently this new edition sounds more like a family album and won’t disappoint listeners already in touch with Silentes massive production in the field of post-industrial music and other demanding alternative music genres. I was very curious to discover this new musical adventure and see if the result sounds quite close to the Antikatechon & Nimh partnership I have kept in mind.
‘Nothing is at it seems’ appears to operate an almost radical changing dynamic, defining a new aesthetic, resolutely surfing on the wave of noise pop articulated with consentual shoegazing atmospheric interludes. The two musicians draw melodious textures, adopting a sounding schema in touch with dreamy, peaceful and beatific qualities. We can notice the use of important fuzzed-guitar tricks, delays and echoing sequences sometimes punctuated by more spontaneous and even bucolic acoustic lines. The result is beautifully vaporous, intimate, playing the card of evocativeness around existential concerns and sentimental escapism. This first album is at the frontier of the ethereal / trip rock subgenre and noisy minimalist ambient (Somewhere between My Bloody Valentine, Tim Hecker, Fripp & Eno, Godspeed you black emperor). A musical excursion which does not lack of charm. If you like introspective music with abrasive emotional guitars and discreet aerial touches no doubt this album will seduce you.

(P.B.)

http://mithratemplezine.com/chronique-we-promise-to-betray-nothing-is-as-it-seems-album-2017/

martedì 21 marzo 2017

We Promise To Betray: debut album "Nothing is as It Seems" out now























We Promise To Betray "Nothing is as It Seems" (CD, Oltrelanebbiailmare, 2017)


"We Promise To Betray is the collaborative musical project of Giuseppe Verticchio (Nimh, Twist Of Fate, Hall Of Mirrors, Maribor…) and Davide Del Col (Antikatechon, Molnija Aura, Echran, Ornament…). Quite far from their more usual dark-ambient/industrial perspectives, We Promise To Betray flow through ambient atmospheres, shoegaze echoes, nearly rock progressions, inner and crepuscular suggestions, mixing field recordings, ethereal synthetic textures, acoustic arpeggiated or dilated and reverberated electric guitars, bass and drums hypnotic rhythmic sections and leading distorted electric riffs, redefining the lines between apparently distant music genres, but homogeneous for mood, climate, atmosphere."


Tracklist:
1) The Illusion of Certainty (15,08)
2) The Certainty of Illusion (13,57)
3) Nothing is as It Seems (12,41)
4) We Promise to Betray (12,44)

Giuseppe Verticchio/Nimh:
Electric and Acoustic Guitars, Synthesizers, Khlui (Thai Flute), Effects, Field Recordings
http://www.oltreilsuono.com/nimh

Davide Del Col/Antikatechon:
Drums, Bass, Electric Guitar, Synthesizers, Effects, Field Recordings
http://davidedelcol.blogspot.com

Composed, Performed and Recorded in 2016/2017
Mixing and Mastering: Giuseppe Verticchio
Photos and Artwork: Giuseppe Verticchio

Special Thanks: Daniela Gherardi, Stefano Gentile

Oltrelanebbiailmare/Silentes Website:
http://store.silentes.it



mercoledì 7 dicembre 2016

Antikatechon: "I Feel Nothing but Repulsion" CD reviewed on "Onda Rock"

C'è un fascino arcano dietro gli accordi al rallentatore della musica di Antikatechon. Davide Del Col ama nascondere melodie lucenti sotto strati di macerie. Come nel suo ultimo album, “I Feel Nothing But Repulsion”, dove risplendono fin da subito, grazie alla maestosità dell'iniziale “The Epitome of Ingratitude”, un crescendo post-shoegaze declinato con la grammatica della dark-ambient.

Più movimentata l'atmosfera della seguente “And All My Dreams, Torn Asunder”, un'esplosione di elettricità controllata guidata da Antikatechon in compagnia di Day Before Us. Ancora strati di chitarre elettriche formano un muro evanescente nella prima parte della lunghissima omonima “I Feel Nothing But Repulsion”, diciotto minuti in cui il musicista italiano cerca di condensare tutta la sua visione psichedelica e apocalittica.

L'immancabile Nimh, oltre a registrare e masterizzare l'album, suona sulla claudicante “From Defeat To Disintegration”, una litania post-industriale che sembra descrivere uno scenario post-atomico, almeno fino alla boa degli otto minuti, quando un loop si fa spazio tra le macerie come nei sogni ad occhi aperti di William Basinski.

(Roberto Mandolini)

http://www.ondarock.it/recensioni/2016_antikatechon_ifeelnothing.htm

giovedì 13 ottobre 2016

Antikatechon: "I Feel Nothing but Repulsion" CD reviewed on "Suffissocore"

La bambina in copertina è senza volto. Al contrario le bambole di 'Woe Is The Reward', lasciate marcire in chissà quale fossa, un volto ce l'avevano eccome. Quello sguardo vitreo ti entrava dentro e invece in questo caso dobbiamo costruire un immaginario più complesso e articolato. Nel mentre veniamo rapiti dalle divagazioni in ambito dark ambient di Davide Del Col, sempre puntuale nei suoi studi, che appare meno timoroso di svelare al pubblico le sue influenze legate al catalogo della Cold Meat Industry o addirittura ai Kirlian Camera. 'I Feel Nothing But Repulsion' è inoltre un lavoro più condiviso, spicca infatti la presenza di Giuseppe Verticchio, co-autore di 'Front Defeat To Disintegration', e Philippe Blache, che si siede al pianoforte nell'evocativa 'And All My Dreams, Torn Asunder'. Un tocco di Nimh e Day Before Us che finisce per esaltare ancora di più la matrice industriale di certi passaggi e l'apertura mentale di un architettto del suono che stavolta propende maggiormente per una solitudine sociale cronica che per le atmosfere liturgiche-apocalittiche di un tempo. Drone, field recordings, chitarre noise e addirittura una voce femminile sono gli strumenti con cui viene allestito un crescendo mirabile che dura per quasi settanta minuti. La chiusura è affidata a 'The Smell Of A Dying Saviour' che mostra come Hall Of Mirrors abbia acceso una sorta di sfida all'interno del panorama italiano.

(Lorenzo Becciani)

http://www.suffissocore.com/portal/review/9986/antikatechon-i+feel+nothing+but+repulsion

lunedì 26 settembre 2016

Antikatechon: "I Feel Nothing but Repulsion" CD reviewed on "The New Noise"

Di Davide Del Col sappiamo parecchio, perché nel corso degli anni lo abbiamo intervistato, recensendolo più volte. Antikatechon è qualcosa che progredisce conservando, nel senso che le influenze sono dichiarate, ma i dischi cambiano. Logicamente il peso della Cold Meat Industry si sente, ma ogni volta Davide aggiunge qualcosa che lo salva dalle accuse di ripetitività e manierismo. Anche gli ospiti fanno pensare al desiderio di avanzare senza perdere le proprie sicurezze: il primo è Giuseppe Verticchio (Nimh), con il quale da sempre Davide collabora, e Philippe Blache (Day Before Us), col quale interagisce per la prima volta su disco, ma che è una vecchia conoscenza di Verticchio, quindi in qualche modo tutto si tiene. Il francese impreziosisce col piano “And All My Dreams, Torn Asunder”, mentre Giuseppe è co-autore di “From Defeat to Disintegration”, una traccia che unisce dark ambient, noise e campionamenti (nuovamente) di piano che sembrano quasi emulare quelli di Tim Hecker in Ravedeath, 1972, anche se – come intuibile – non c’è alcuna parentela tra i due dischi. Al centro di tutto, la title-track, imponente e tragica.

Di per sé è un buon album, potrei dire che non lo dubitavo. Chiaramente Antikatechon – e la metafora religiosa ci sta tutta – predica ai convertiti.

(Fabrizio Garau)

http://www.thenewnoise.it/antikatechon-feel-nothing-but-repulsion/

lunedì 29 agosto 2016

Antikatechon: "I Feel Nothing but Repulsion" CD reviewed on "Flux"

The Katechon is a biblical concept linked to the idea of the end times and the Antichrist, an eschatological term used even in political philosophy by Carl Schmitt discussing the power of the Holy Roman Empire; something that restrains the manifestation of the son of the devil in our temporal world, with little irony an idea used to preserve the political power of the not very holy empire. So the name Antikatechon could only evoke something devious and dark, something going against the imposed idea of holiness, something in another kind of time and space with a different perception of things to come, and a different approach to human memories.

This is a very apt name for the dark ambient project of Davide Del Col, which now offers us his fifth album called I feel nothing but repulsion (published by Rage in eden), an album composed of five eerie long tracks that, despite the name of the work, inspire us dread and a melancholic fascination instead of a violent sense of scorn. Melancholy, noisy soundscapes, piano keys, low-tuned guitars, drone sequences (courtesy of Justin Wright aka Expo 70) and hypnotic loops are the tools of the trade here used, crafting a world where personal suggestions and dreamlike motifs guide us in a dark journey of the soul.

The epitome of ingratitude welcomes us with its sombre dark ambient, putting the idea of time-stretching in music format: it gives us a crawling movement which then develops in a more “melodic” field recordings sound with distant dreamy keys. This is an apt start for the work we’re reviewing, creating a certain kind of mood subsequently kept in other tracks; And all my dreams, torn asunder opens with dramatic piano keys soon followed by a static feedback, adding layers of ambient effects while a crescendo reaches an almost post-punk sound. At three minutes and a half the noise elements take control in a majestic wave that reminds us of instrumental post-rock, and sampled dialogues work like distant memories made music. The track ends in a more heartfelt movement, where piano keys return with their classical taste.

The titletrack follows suit with a majestic feedback full of reverberation, giving us an acid and psychedelic movement that engulfs us in a sea of shamanic atmosphere, before it implodes in an epic guitar-driven orchestration (reminding us of some of the more evocative of the The Fragile-era Trent Reznor). Once again the end shows a change of peace returning to static noise, reminding us of the abrupt changes of mood in a tormented soul. From defeat to disintegration starts with a vintage sound which evokes 70’s eerie sounds, while a percussive loop grows in the background taking ground: piano keys and factory-like noises give us an antithesis full of mesmerizing torment, a crescendo completed by shrieking violins in an ecstatic finale.

The smell of a dying savior ends the journey with severe post punk low-tuned guitars, picturing desolation in music format, while ambient elements enrich the evocative and slow building returning to field recording motifs and the usage of reverberations and dissonant chords; a loop drowned in a decadent, swamp-like atmosphere, guiding us to the inevitable turn wherein things go abruptly in a nosier and darker direction which reminds us of Lustmord‘s “cosmic” dark ambient. The end is marked by a more ethereal, but not less menacing, sound enriched by a primordial and resolute soundscape where inquisitive keys generate the image of a cathedral lost in the mist of consciousness.

Not a feral work, but the product of past-time-desperation fueled disillusion became melancholic coldness, a music piece made of changes in music directions and atmospheres which reminds us of moods, thoughts, distorted feelings and the recall of bad experiences. A cathartic experience which will be enjoyed by the lovers of dark and evocative ambient music, a work following a coherent path without repeating itself (a danger always present in this kind of music), creating by music a plot-less and wordless narrative.

Label: Rage in eden

Rating: 8

(Davide Pappalardo)