venerdì 23 giugno 2017

We Promise To Betray: "Nothing is as It Seems" CD reviewed on "Darkroom Magazine"

Dietro We Promise To Betray si celano due nomi ben noti dello sperimentalismo italiano: Giuseppe Verticchio (Nimh, Hall Of Mirrors, Maribor e già apprezzatissimo nella sua nuova veste acustica con i Twist Of Fate) e Davide Del Col (Antikatechon, Molnija Aura, Echran, Ornament), qui riunitisi per una prova strumentale decisamente oltre le loro solite proposte tra dark ambient ed industrial. Con "Nothing Is As It Seems", uscito a marzo per l'ottima label di Stefano Gentile Oltrelanebbiailmare (già produttrice dell'altro nuovo progetto di Verticchio Twist Of Fate), il duo propone un lavoro focoso e vivido, ardente ed intenso nel suo snodarsi tra proposte in bilico tra ambient accecante e post-rock canicolare e cadenzato (l'iniziale "The Illusion Of Certainty") e field recordings di pioggia, su lande riverberate di una bellezza misterica irresistibile che aprono ad una corsa arpeggiata immersa tra pennellate chitarristiche impalpabili e volatili, per poi tornare su lidi decisamente più duri ed aspri con le solite chitarre brulicanti e fiammeggianti della seconda parte ("The Certainty Of Illusion"). Decisamente diverse le ultime due suite: la title-track è una lunga e struggente traccia sad core che vive e respira di arpeggi riverberati e percussioni delicate, così vivida ed avvolgente da togliere il fiato, così come la conclusiva "We Promise To Betray", che conclude questo lavoro intenso ed emozionale su note acustiche spensierate e leggiadre. Un album perfetto per la canicola di questi giorni, da ascoltare osservando anche le bellissime immagini di Verticchio che ne compongono l'artwork, con il rosso fuoco dell'edera che spicca sui muri di una vecchia casa abbandonata, in una stasi apparente che è invece viva e vitale, bruciante ed inarrestabilmente sinuosa come la musica di questo validissimo duo.

Rating: 7,5

(Lorenzo Nobili)

http://www.darkroom-magazine.it/ita/108/Recensione.php?r=3857

lunedì 19 giugno 2017

We Promise To Betray: "Nothing is as It Seems" CD reviewed on "Hardsounds"

Dietro al monicker We Promise To Betray si celano Giuseppe Verticchio (Nihm, Hall Of Mirrors, Twist of Fate) e Davide Dal Col (Antikatechon). I due avevano già collaborato qualche anno fa dando alle stampe 'Out Hunting For Teeth', un disco certo più sperimentale e dalle atmosfere più noise ed oscure rispetto al presente 'Nothing Is As It Seem', un album in i cui i nostri approdano in punta di piedi verso porti più melodici, e stilisticamente più inquadrati: l'ambient ed il post-rock si intrecciano e si fondono con gran semplicità - pur non disdegnando incursioni in territori più acidi e visionari. E se da un lato ne giovano i brani, dato che riescono ad esprimere con pienezza tutto il loro potenziale emozionale, dall'altro lato, considerati gli attori in gioco, e viste le possibilità che offrono i generi di cui sopra, avremmo gradito qualche "zampata" in più dal punto di vista compositivo. Ad ogni modo, appare chiaro che lo scopo finale del lavoro è quello di lasciare a chi ascolta una serie di immagini e di sfumature ben definite: fare in modo che le visioni, i ricordi prendano forma lentamente attraverso un crescendo strumentale ciclico fatto di dilatazioni e di affreschi sonori in cui spadroneggiano i synth; da arpeggi eterei e da un riffing in cui non è difficile intravedere sia l'eco di una certa dark-wave ottantiana, sia le striature armoniche delle chitarre odierne; da effetti, suoni e registrazioni alquanto canonici - ma che risultano sempre funzionali - e da una sezione ritmica minimalista che, nel bene e nel male, non va mai oltre il seminato. Il quadro che ne consegue ci consegna un disco ispirato, per lunghi tratti evocativo, arrangiato in maniera maniacale, ma forse troppo ragionato, questo nonostante l'interesse comune dei due musicisti pare evidente sia il lasciarsi andare alle suggestioni del concetto che sta alla base del progetto: niente è come sembra, e quindi tutto potrebbe essere.

Rating: 75

(Andrea Punzo)

http://www.hardsounds.it/recensioni/we-promise-to-betray-nothing-is-as-it-seem

giovedì 15 giugno 2017

We Promise To Betray: "Nothing is as It Seems" CD reviewed on "Distorsioni"

Abbiamo già parlato su Distorsioni della collaborazione tra Antikatechon (Davide Del Col) e Nimh (Giuseppe Verticchio): a distanza di quattro anni dal loro primo album a quattro mani, i due musicisti/sperimentatori tornano con un nuovo lavoro, utilizzando la nuova sigla We Promise To Betray. Pur essendo chiaro sin dalle note di copertina che WPTB è una collaborazione tra Nimh e Antikatechon, si intuisce come l’utilizzo di un nuovo moniker per questa release sottintenda un cambio di rotta stilistica. Pur mantenendo intatto il marchio di fabbrica del loro sound chitarristico e fortemente sperimentale, i due musicisti in questo nuovo progetto flirtano con melodie e atmosfere più distese e meno cupe del solito.
"Nothing Is As It Seems" si apre con The Illusion Of Certainty, una suite post-rock di quindici minuti in due parti, la prima caratterizzata dal classico “wall of sound” chitarristico del duo (questa volta orientato più verso lo shoegaze che verso il noise o l’industrial), la seconda da un sound chitarristico etereo in stile 4AD: nonostante l’evidente cambio di direzione, la cifra stilistica dei due musicisti è qui riconoscibilissima. The Certainty Of Illusion è anch’essa una suite di pari durata in due movimenti: la prima parte è fortemente cinematica, a partire dalle melodie in primo piano della chitarra acustica arpeggiata e del Khlui (un flauto tailandese di bambù) sino allo sfondo sonoro fatto di glitch, dal suono della pioggia che cade e da chitarre elettriche eteree lontanissime; la seconda parte, più acida e psichedelica, è caratterizzata dal duetto delle chitarre distorte dei musicisti su una batteria di stampo rock, inusuale per le produzioni dei due artisti.

La title-track Nothing Is As It Seems sembra un brano di Robin Guthrie o dei suoi Cocteau Twins, con la tipica chitarra effettata da chorus e delay in primo piano e la drum machine fissa, marchi di fabbrica dello stile musicale del chitarrista scozzese; la seconda chitarra, che va ad aggiungersi qualche minuto dopo, sembra quella di Robert Smith nell’album “Disintegration”, sia per il suono che per la parte melodica; a metà pezzo si sommano chitarre distorte in stile shoegaze, senza che però il brano perda la sua caratteristica eterea.
We Promise To Betray è una sognante e dilatata suite ambient-folk, dalle tinte malinconiche e decadenti, che chiude in maniera distensiva l’album. Del Col e Verticchio in questo nuovo lavoro riescono a spiazzare positivamente, grazie a un  A-5638120-1490113084-7579.jpeguso diverso degli strumenti di sempre (le tastiere, i field recording, le chitarre elettriche, le registrazioni radiofoniche o televisive) e all’introduzione di strumenti non utilizzati nella prima collaborazione, quali il basso e la batteria (suonate da Del Col, a sinistra nella foto a fianco), la chitarra acustica e il Khlui (suonati da Verticchio, a destra nella foto a fianco). I due artisti dimostrano con questo album di essere anche capaci di scrivere melodie dolci e malinconiche, di gran classe e mai stucchevoli, e che in fondo anche per loro c’è luce oltre l’oscurità. Resterete positivamente colpiti da Nothing is as it seems se amate le colonne sonore, l’ambient melodico alla 4AD, l’ethereal.

Voto: 8/10

(Diego Loporcaro)

http://www.distorsioni.net/canali/dischi/dischi-it/nothing-is-as-it-seems

mercoledì 24 maggio 2017

We Promise To Betray: "Nothing is as It Seems" CD reviewed on "SoWhat"

Il pensiero che si trasforma in azione, l’evanescente che diviene possente materia. Seguono uno schema condiviso le lunghe tracce che compongono “Nothing is as it seems”, lavoro che vede nuovamente collaborare Giuseppe Verticchio aka Nimh e Davide Del Col aka Antikatechon. Un sodalizio consolidato che in questa nuova tappa si apre ad una nuova dimensione.

C’è infatti una luminosità inedita a squarciare le scabrose ed oscure profondità precedentemente plasmate dai due artisti, un’apertura a cui rimanda fin da subito l’artwork del disco nelle cui immagini regna un delicato equilibrio tra un senso di malinconico abbandono e la vitalità dei colori intensi della natura, armonia che riverbera nelle strutture dei quattro brani.

L’apertura di ogni capitolo disegna una deriva meditativa modulata da tessiture eteree in costante espansione (“The illusion of certainty”, “The certainty of illusion”) o da morbide trame acustiche che si sviluppano come una lieve danza. Gradualmente l’iniziale impalpabile fuga si riversa in ruvide cavalcate elettriche che procedono lente ed inesorabili come magma bollente, trovando a tratti aperture cinematiche che diradano le minacciose ombre (“Nothing i sas it seems”), fino a giungere alla dolce quiete di cullanti ed avvolgenti melodie (“We promise to betray”).

Verticchio e Del Col dimostrano di essere costantemente alla ricerca di una tavolozza sempre più ampia, che consenta loro di esprimersi  in modo efficace senza rimanere legati ad un lessico predefinito.

https://sowhatmusica.wordpress.com/2017/05/24/we-promise-to-betray-nothing-is-as-it-seems/

lunedì 22 maggio 2017

We Promise To Betray: "Nothing is as It Seems" CD reviewed on "Suffissocore"

Due maestri dell’avanguardia sperimentale italiana hanno dato vita ad un nuovo progetto di grande interesse che sembra, almeno nel suo capitolo iniziale, distaccarsi fortemente dalle loro produzioni passate. A pubblicare ‘Nothing Is As It Seems’ è Oltrelanebbiailmare, etichetta di A.T.R.O.X. e Engel Der Vernichtung, e l’apparente solarità di questi quattro movimenti musicali, sempre oltre i dodici minuti ciascuno e in bilico tra industrial e shoegaze, ricorda tanto quella di Jesu, escursione parallela di Justin K. Broadrick dei Godflesh. “Niente è così come sembra” appunto. Dapprima infatti Giuseppe Verticchio (Nimh) e Davide Del Col (Antikatechon), che ricordiamo anche per lo spettrale ‘Out Hunting For Teeth’, paiono quasi irriconoscibili, sognanti e visionari, quasi al limite del post rock. Poi, col passare dei minuti, la ridondanza di certe atmosfere ed alcuni segmenti ritmici lasciano crescere nell’animo di chi ascolta la convinzione che i We Promise To Betray stiano veramente tradendo ogni definizione o parvenza di catalogazione. La musica fluisce spontanea, la mente degli Hall Of Mirrors è dietro a Khlui, chitarre acustiche ed elettriche mentre basso e batteria sono a cura dell’autore di ‘I Feel Nothing but Repulsion’ e ‘Woe Is the Reward’. Effetti, synth e field recordings sono invece stati distribuiti in maniera piuttosto equa. ‘The Illusion Of Certainty’ e la title track coincidono con i momenti più coinvolgenti.

(Lorenzo Becciani)

http://www.suffissocore.com/portal/review/10386/we+promise+to+betray-nothing+is+as+it+seems

lunedì 8 maggio 2017

We Promise To Betray: "Nothing is as It Seems" CD reviewed on "Music Won't Save You"

Il nuovo episodio collaborativo di Giuseppe Verticchio (Nimh) e Davide Del Col (Antikatechon), a quattro anni dal precedente “Out Hunting For Teeth” si tinge di tonalità meno oscure rispetto alle abitudini di entrambi, oltre che del crisma di una unitarietà di progetto che sembra trascendere l’estemporaneità in favore di una condivisione più stabile e organica. È, del resto, la stessa che Verticchio ha posto in essere di recente con A Twist Of Fate, che ne ha rivelato un profilo ambient-folk sorprendentemente lieve.

Dato il compagno d’avventura in We Promise To Betray, tutto ciò è presente soltanto in minima parte nei quattro lunghi brani (tutti ben oltre i dieci minuti) di “Nothing Is As It Seems”, dominati com’è naturale da vibranti torsioni chitarristiche. La densa materia sonora che ne risulta è tuttavia declinata dapprima sotto forma di risonanze ambient-noise nelle avvolgenti spirali elettriche dell’iniziale “The Illusion Of Certainty”, quindi arricchita da componenti ritmiche che riportano a un incedere magmatico e marziale.

Anche in questo caso, Verticchio e Del Col sembrano lavorare per sottrazione, ricercando paesaggi sonori sempre più evanescenti, il cui esito finale è fare da sfondo ai delicati arpeggi acustici del brano conclusivo, il cui titolo corrisponde al nome del progetto, come l’indizio di future esplorazioni insieme, ancora da tracciare su orizzonti creativi mai scontati o banali.

(Raffaello Russo)

https://musicwontsaveyou.com/2017/05/06/we-promise-to-betray-nothing-is-as-it-seems/

We Promise To Betray: "Nothing is as It Seems" CD reviewed on "Ver Sacrum"

E’ uscito da poco Nothing Is As It Seems, debut album di un duo i cui componenti tuttavia non sono propriamente dei novellini: di Giuseppe Verticchio, infatti, alcuni ricorderanno almeno un paio dei suoi progetti, Nimh e Twist of Fate, e conosceranno il suo impegno nell’elettronica e nella sperimentazione di suoni etnici o legati alla musica orientale, mentre di Davide Del Col abbiamo già parlato qui a proposito dei suoi lavori come Antikatechon, I Feel Nothing But Repulsion e Woe Is The Reward. Dalla loro collaborazione è dunque nato We Promise To Betray, progetto che mette insieme l’esperienza dei due spostandosi però verso ‘lidi’ più vicini al post-rock, con sonorità tipicamente atmosferiche’ e paesaggi non troppo cupi, bensì piuttosto adatti alla meditazione e all’analisi interiore. Il lavoro contiene soltanto quattro brani, ma ciascuno ha una durata considerevole. Prendiamo, per esempio, la prima traccia, “The Illusion Of Certainty”, lunga circa un quarto d’ora: il mood è sognante nelle prime note, con una tessitura sonora dai colori ‘pastello’ che ‘cresce’ in consistenza e ricchezza con il fluire del brano, aprendo immagini di ampiezza ‘cosmica’; dopo i primi cinque minuti intervengono gradualmente altri suoni ed una blanda ritmica che spostano quella linearità in nuove, molteplici direzioni, ove emergono anche confuse parvenze di voci, fino alla pacata conclusione acustica.”The Certainty Of Illusion”, la seconda traccia, esordisce a tinte più oscure che, forse, sanno di solitudine, ma presto si aprono orizzonti vasti con il miraggio di un vuoto universo nel quale un’anima può ritrovarsi a fluttuare: ma è l’introduzione degli altri strumenti e della ritmica, secondo uno schema che sembra abituale, che impedisce a quell’anima vagante di perdersi. Poi, la title track si abbandona a visioni rasserenanti e distensive, tratteggiate da chitarra e basso in delicata armonia, e, infine, “We Promise To Betray” conclude in estatica e trasognata contemplazione uno di quei dischi dei quali – ammettiamolo! – ogni tanto si ha davvero bisogno.

(Mrs. Lovett)

http://www.versacrum.com/vs/2017/05/we-promise-to-betray-nothing-is-as-it-seems.html